Da anni, o forse da secoli, l’Arcangelo Michele se ne stava tranquillo assieme alla Nazarena nel Sacro tempio dell’altura Berica. Era rappresentato da una scultura lignea, che custodiva le cose sacre di Dio, e con una spada infuocata allontanava la bestia dalle sette teste.
Ebbene lui voleva con le sue ali sorvolare la città di notte, precisamente il 31 marzo 2020. E lo fece per volontà di Gesù.
Gesù gli disse: ti darò questa opportunità e ti renderai conto della morte in cui versa Vicenza.
Erano le 2 di notte: la città era completamente illuminata.
Era martedì mattino.
Si udivano circa 10 ambulanze a sirene spiegate.
La gente a casa non poté più prendere sonno.
Voleva attraversare la città da ovest ad est.
Ponte Alto, S. Lazzaro, V.le Verona, C.so S. Felice, C.so Palladio, C.so Padova, V.le della Pace: quasi 10 km. di deserto umano.
In V.le della Pace fu attratto da un uomo di mezza età con una bici sportiva, il quale imprecava perché nessuno poteva aiutarlo.
Cristo aiutami, se ci sei! Perché non c’è neanche un cane?
Saverio si chiama questo tizio, e Michele vorrebbe chinarsi su lui, ma lo lascia libero di decidere. Saverio vive da solo e sua madre vive distante da lui: l’emergenza coronavirus non permette a lui di stare con sua madre Maddalena, e per questo soffre terribilmente. In quella notte si trova in V.le della Pace ed é smarrito, non sa se tornare a casa sua o andare da sua madre. È molto solo, come altre migliaia di single. Lui in questo istante rappresenta ognuno di loro.
L’umiltà di Michele fece in modo che dall’alto scendesse in basso per consolare Saverio. Fece così: nascose le sue ali e si avvicinò a Saverio e gli disse: “Dai Saverio c’è Michele qui con te, non avere più timore della notte, torna a casa tua, e cerca di pregare la Madonna, e poi cerca di dormire in pace!”.
Saverio all’inizio era un po’ impaurito, ma poi vide che Michele aveva un sorriso rassicurante. Fece come gli disse, con la sua bici tornò a casa sua in via Ca Balbi, mentre Michele tornò finalmente nel Tempio del Sacro Monte, al suo posto, in custodia della penitenzieria. Gesù gli aveva fatto vedere una Vicenza triste e disperata. Ma lui sapeva che alla fine la Nazarena, e il Nazareno, avrebbero di nuovo salvato la città!